Un modello sperimentale di abitazione frutto del lavoro di ben quattro università che unisce in modo innovativo autosufficienza energetica, impiego di materiali naturali e criteri di progettazione bioclimatica: sono queste le caratteristiche di Astonyshine in gara al Solar Decathlon Europe 2012.

L’appuntamento è dal 14 al 30 settembre a Madrid. Va in scena  la competizione universitaria internazionale tra venti soluzioni abitative sostenibili provenienti da 15 Paesi diversi. Al progetto italo-francese hanno collaborato la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, l’Ecole Nationale Superieur d’Architecture Paris-Malaquais, l’Università di Ferrara, e l’Ecole des Ponts Paristech.

Come prende vita Astonyshine? L’architetto Marco Stigliano, coordinatore didattico e di cantiere del progetto, esordisce spiegando che «nasce dal rapporto fra tradizione e innovazione. Alcuni dati fondamentali della costruzione mediterranea vengono semplicemente riapplicati in modo corretto, come il controllo dell’illuminazione naturale, dell’orientamento, il posizionamento delle aperture, la ventilazione naturale, l’ombreggiamento, l’isolamento, e soprattutto la massa muraria».
Soluzioni studiate nel dettaglio che assicurano sia il confort invernale, sia delle condizioni confortevoli durante la stagione calda.  «Potremmo parlare di un modello interattivo con l’ambiente esterno, con processi ciclici di accumulo e scarico termico».
Si rispolvera dunque il concetto mediterraneo di architettura, vista come arte collettiva, legata alla trasmissibilità dei saperi per le generazioni successive al fine di uno sviluppo sociale della comunità.

La tradizione non esclude la tecnologia moderna. L’impianto fotovoltaico, infatti, permette l’autosufficienza energetica della casa che produce più energia di quanta ne consuma, grazie al comportamento passivo delle sue componenti e all’utilizzo di tecnologie e impianti ad alto risparmio energetico.

Il basso impatto ambientale e l’eco–sostenibilità vengono completati con l’impiego di materiali «la cui produzione e messa in opera –sottolinea Stigliano- non richiedono alti consumi di energie o risorse, e conferiscono un valore aggiunto all’edificio, legato a un’alta qualità ambientale, a una migliore prestazione e una netta riduzione dei costi di costruzione».

Astonyshine prende forma

La struttura di Astonyshine

Nello specifico la struttura muraria è realizzata in pannelli di legno lamellare a strati incrociati, rivestiti esternamente in pietra leccese, con interposto uno strato isolante in fibra di legno. Del resto la Puglia è una regione di pietre dove la cultura della pietra rappresenta il paradigma del rapporto tra materia, forma e ordine. «La materia è la roccia, essa non ha forma e non è direttamente disponibile, ma possiede una vocazione di forma ed ordine. Il primo atto è di riconoscimento di tale vocazione: in natura la roccia è stratificata, questo presuppone un utilizzo nella costruzione per pezzi sovrapposti, in questo modo conserviamo il carattere della materia vivo nel materiale. La forma deriva dalla selezione della materia, ovvero dall’opportunità di cavare grossi blocchi, lastre di sfaldamento o ciottoli, e dalle qualità meccaniche, ovvero dalla resistenza a compressione, durezza, durabilità e lavorabilità », conclude filosoficamente Stigliano.