Scoprire quanto consuma un appartamento prima di acquistarlo, conoscere gli sprechi e come eliminarli grazie alla certificazione energetica degli edifici. Ecco cosa sapere e come leggere un certificato.
Chiunque abbia avuto modo di sfogliare le pagine degli annunci immobiliari negli ultimi tempi, avrà notato la presenza di “strane sigle “alle quali vengono affiancate delle lettere fra cui spicca, troppo spesso, la lettera G. Ciò riguarda una recente novità legislativa – spesso non rispettata – volta a rendere consapevoli del livello di (in)efficienza energetica dell’immobile che si vuol cedere.
L’obbligo di certificazione energetica degli edifici è stato introdotto – a seguito di un iter legislativo partito dalla direttiva 2002/91/CE – con l’obiettivo di rendere consapevoli eventuali acquirenti e/o locatari dei consumi energetici degli immobili e degli interventi che si potrebbero realizzare per migliorarne le prestazioni energetiche. Al fine poi di poter far rientrare nella valutazione complessiva del rapporto qualità/prezzo anche i dati relativi all’efficienza o agli sprechi energetici, il legislatore ha introdotto a partire dal 2012 l’obbligo di dare indicazione (anche negli annunci immobiliari) dell’indice di prestazione energetica (EPgl chiamato anche IPE) contenuto nell’Attestato di Certificazione Energetica (ACE). Per i trasgressori sono previste pesanti sanzioni pecuniarie, il cui importo varia a seconda delle norme regionali applicabili.
Attraverso l’ACE l’acquirente o locatario potrà finalmente conoscere i consumi annui, calcolati grazie a misurazioni oggettive che non tengono conto dei comportamenti dei singoli e/o delle condizioni climatiche. Tale scelta segue iniziative già consolidate in Europa, basti pensare alla classificazione energetica degli elettrodomestici. Nell’ACE il certificatore, oltre a dare un giudizio sull’efficienza energetica dell’immobile, potrà riportare anche i possibili interventi per migliorarla indicando il livello che si potrebbe raggiungere e gli anni necessari a recuperare l’investimento.
Al fine di rendere intellegibili i dati contenuti nell’ACE, essi sono espressi sia con valori numerici che con rappresentazioni grafiche, come le scale e i cruscotti che esemplificano il livello energetico dell’immobile. In dettaglio vengono poi riportate le singole voci di consumo.
Come ci spiega l’esperto Ing. Andrea Ursini Casalena – che ha messo a disposizione nel suo portale on-line un interessante strumento di calcolo nonché una raccolta di informazioni specifiche sulla certificazione energetica – la scala energetica che colloca l’immobile da A a G rappresenta l’indice di energia primaria globale (EPgl) dato dalla somma degli indici di prestazione energetica per il riscaldamento invernale (EPi) – che rappresenta l’energia che si consuma in un anno per riscaldare un metro quadro – e per l’acqua calda sanitaria (EPacs), il cui valore dipende, in gran parte, dal mezzo di produzione ovvero se ciò avvenga con caldaia centralizzata o autonoma, con boiler a gas o elettrico.
Sulla base del valore dell’ EPgl, il legislatore italiano ha definito la classificazione di merito degli edifici: per essere di classe A un edificio deve consumare meno di 29 KWh/mq all’anno; in classe B si è dai 58 ai 29 KWh/mq; e così via fino alla classe G che consuma più di 175 KWh/mq.
L’EPi, come spiega l’Ing. Ursini Casalena
è il parametro che differenzia due edifici in termini di consumo energetico, in quanto all’interno di una stessa classe energetica possono essere compresi edifici con consumi energetici diversi che incidono sul comfort e le spese di conduzione.
Così, ci spiega l’esperto, due edifici in classe G potrebbero rispettivamente consumare 180 KWh/mq e 360 KWh/mq, ovvero uno il doppio dell’altro.
All’interno dell’attestato rientrano inoltre le informazioni relative alla presenza o meno di contributi energetici da fonti rinnovabili, le emissioni di CO2 stimate, l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione estiva e quello per l’illuminazione artificiale (entrambi non ancora obbligatori per il residenziale), la zona climatica e i suggerimenti dell’esperto per migliorare (e quindi diminuire) i consumi.
Il certificato energetico, la cui validità massima è fissata in dieci anni (ma in caso di lavori che modifichino la prestazione energetica dell’edificio sarà necessario rifarlo), è poi condizione necessaria per l’ottenimento di una serie di agevolazioni fiscali per ristrutturare gli edifici e migliorarne la classe energetica.
Questo importantissimo strumento potrà finalmente premiare chi si impegna a rendere più efficiente la propria abitazione, incentivando e motivando coloro i quali non hanno ancora provveduto a farlo?












Oddio, non pensavo che arrivati al “fondo” classe G ci potesse in effetti essere una tale sproporzione. Guardando gli annunci non facevo caso ai “numeri”. Grazie per la news
Benvenuta Giulia e grazie a te per il commento!
io ho quasi paura a scoprirlo. purtroppo nel nostro paese abbiamo l’abitudine a non guardare queste cose, che a conti fatti influiscono e anche molto sulle spese annue di gestione della casa (dal riscaldamento al raffrescamento, e non solo!). bisognerebbe essere più attenti a questi aspetti!
E’ vero Alessandro, se non si vogliono avere delle brutte “sorprese” in bolletta bisognerebbe essere molto più attenti alle performance energetiche della propria abitazione!
Grazie del commento e benvenuto!
Infondo la classe energetica è una scala realizzata da tanti gradini. Si possono salire un po’ per volta: inserendo i doppi vetri quando le finestre si rovinano, mettendo pannelli isolanti alle pareti quando è il caso di togliere la carta o dare una nuova intonacata, scegliere una caldaia a condensazione quando la nostra è da cambiare, sfruttare gli incentivi alle rinnovabili quando ci sono…! Forse non si raggiungerà la classe A ma un bello zompo in termini di efficienza e risparmi si può sempre fare
E poi esiste sempre il problema di chi certifica l’efficienzaenergetica . Come ci possiamo fidare di certificatori che si vedono per 49€ su Groupon ?
Ciao Emanuele.
Come fare a fidarsi dei certificati energetici low cost? Semplicemente non c’è da fidarsi.
A dirlo è una recente inchiesta pubblica fatta da Altroconsumo.it, con la quale, dopo aver acquistato tre diversi certificati energetici a basso costo, è stato riscontrato che la loro qualità lascia molto a desiderare.
Sulla certificazione energetica a basso prezzo c’è stata una lunga discussione in questo articolo.
Probabilmente gli estensori della norma non avevano immaginato una cosa simile. Anche in tal caso (come accaduto per gli shopper biodegradabili e compostabili) forse sarebbe utile un correttivo legislativo…
Ottimo strumento per rendersi conto che oltre all’estetica per una casa contano parecchio i consumi energetici. “L’abitazione colabrodo” è sempre in agguato, visti i pietosi criteri costruttivi rispettati negli ultimi decenni.
Anna
L’ultimo inserto di un famoso franchising immobiliare metteva (seppur troppo stringatamente) queste sigle. Solo che hanno rinunciato a inserire il numero dei vani e la piantina, mah…comunque è una buona idea, solo che deve essere più esemplificato il valore in modo da capire immediatamente se valga la pena o meno dal punto di vista energetico acquistare o affittare un appartamento.
L’Eco della Terra
Un altro problema molto grave, e a quanto ne so io ancora irrisolto nonostante i ripetuti richiami dell’Unione europea, è quello della possibilità di rilasciare un’autocertificazione, dichiarando che la propria casa è in classe G. In questo modo, però, viene meno il diritto di informazione per il potenziale acquirente o locatario.
Hai perfettamente ragione anche se dipende dalla riunione. Ne parlavamo proprio con l’Ing. Ursini Casalena che magari inviterò ad approfondire qui nel dibattito.
Ciao Silvana.
Con il decreto rinnovabili, dal 1 gennaio 2012 è stata resa obbligatoria l’indicazione dell’ Indice di Prestazione Energetica (EPi, globale). Per cui, essendo l’EPi un valore in termini di kWh/mqanno e quindi da calcolare secondo la normativa vigente, l’autocertificazione in Classe G viene automaticamente abolita in quanto non esprime un valore numero della prestazione energetica.
Qui puoi leggere le fonti e ulteriori informazioni a riguardo:
http://www.mindmeister.com/145424554/certificazione-energetica-2012-e-annunci-immobiliari-faq-e-chiarimenti-sugli-obblighi
Andrea
La mole normativa a riferimento in breve tempo ha sicuramente aiutato a fare confusione. Poi le competenze regionali incidono ulteriormente. Infatti in rete la confusione regna sovrana, ma è scusabile (tecnici a parte).
Poi se è possibile acquistare una certificazione on-line di fatto finisce per essere una autocertificazione e quindi vietata?!
Poi una domanda classica è… la locazione. Certificazione si o no? E in che caso? Autocertificazione (NO, lo anticipo) o certificazione? In Lombardia sì…
http://www.mindmeister.com/145424554/certificazione-energetica-2012-e-annunci-immobiliari-faq-e-chiarimenti-sugli-obblighi
[...] http://www.cityfactor.it – Today, 7:09 AM Rescoop [...]
[...] http://www.cityfactor.it – Today, 7:11 AM Rescoop [...]
[...] on http://www.cityfactor.it Share this:TwitterFacebookLike this:Mi piaceBe the first to like this. « La certificazione [...]
Sarebbe molto utile sapere i consumi energetici di un appartamento da affittare!
La Lombardia è l’unica ad aver reso obbligatorio anche per gli affitti il certificato energetico. Credo che ci si arriverà. Infondo se uno affitta non ristruttura la casa e 50 euro nei consumi in più o in meno possono fare la differenza in un affitto!
Articolo veramente utile. Grazie
[...] a leggere tutto l’articolo di Letizia Palmisano su CityFactor Share this:StampaEmailDiggShare on TumblrLike this:Mi piaceBe the first to like [...]
Purtroppo dell’autodichiarazione se ne abusa ancora troppo. Nelle regioni che non hanno previsto sanzioni sull’obbligo di indicare l’IPE negli annunci commerciali è facile trovare inserzioni ove si indica la sola classe energetica G (prodotta con autodichiarazione).
Dopo un iniziale disorientamento delle agenzie immobilari a gennaio, non appena l’obbligo è entrato in vigore, pian piano quelle più timorose hanno scoperto che i più audaci anche se pubblicavano annunci con classe G, o senza alcuna indicazione, non venivano sanzionati. Ciò ha determinato nei mesi la presa di coscienza da parte di quasi tutti che l’obbligo senza sanzione non è obbligo. Ve ne renderete facilmente conto facendo un giro anche online tra gli annunci di immobili ubicati nelle regioni sprovviste di propria normativa.
Per quanto riguarda le locazioni, nelle regioni ove vige la normativa nazionale la certificazione energetica è necessaria solo laddove già disponibile. Per gli annunci l’obbligo non sussiste, tuttavia quando verrà pienamente recepita la normativa europea tutte queste criticità dovranno essere eliminate. Riguardo all’autodichiarazione l’Italia è stata addirittura deferita alla Corte di Giustizia europea e all’orizzonte si avvistano sanzioni. Speriamo il prima possibile.
Qualcuno, giustamente chiede: come ci possiamo fidare di un certificatore? Ho scritto un articolo in proposito per spiegare in modo semplice quale sia la procedura e come poter valutare la competenza di un tecnico, qui http://www.ediltecnico.it/1757/affidamento-dellincarico-e-procedura-di-certificazione-energetica/
Colgo l’occasione per manifestare tutta la mia stima all’Ing.Casalena per l’ottimo lavoro di informazione che si impegna a divulgare tramite il web, e non solo.
Gent.mo Ing. Ninarello,
la ringrazio per il suo contributo.
In effetti a me risulta, non so se sbaglio, che nel Lazio di fatto la certificazione la si fa al telefono con il certificatore mentre gli si “racconta” la casa. Se così è, a me parrebbe una forma evoluta di autocertificazione… e capirei come fanno a vendere on line certificazioni a 39 euro…
Io cerco sempre di convincere i miei a comprare elettrodomestici efficienti, si risparmia tanto in bolletta e si risparmia tanto all’ambiente.
Non sapevo molto invece della classificazione degli edifici, quest’articolo è stato molto esaustivo in tal senso.
Grazie
Grazie!
L’intento era proprio quello di farci capire qualcosa, nella maniera più esauriente (e sintetica) possibile
La questione non è così semplice. Le normative regionali e soprattutto la mancanza di sanzioni rendono la materia ancora avvolta nel caos. Anche i limiti di classificazione per gli immobili vecchi andrebbero rivisti, secondo me. Comunque, sono fiduciosa: con un po’ di tempo e una sensibilizzazione adeguata la situazione migliorerà sicuramente.
A proposito di locazione, novità in Sardegna: http://www.casaeclima.com/index.php?option=com_content&view=article&id=12304:sardegna-certificato-energetico-anche-per-gli-edifici-in-locazione&catid=1:latest-news&Itemid=50
Ma dai?
Con tutte le locazioni turistiche potrebbe essere una piccola rivoluzione!
Comunque mi pare insensato che tale disciplina abbia diverse velocità, a seconda della regione…
Anche a me sembra insensato una tale differenza a livello regionale, tanto più che nel Lazio è una mera formalità, appunto un autocertificazione, mentre in altre regioni la faccenda è più seria!
Un articolo senza dubbio utile! Senza dubbio la certificazione e l’efficienza energetica di una casa saranno (sono?) un tema fondamentale dei prossimi mesi.
Beh credo che, anche per rispondere alla crisi, scoprire che una casa rispetto ad un’altra ci farà risparmiare negli anni (e capire anche in quanto tempo si rientrerà dell’eventuale maggior costo per aver preso una casa ad es. di classe B), sarebbe un comportamento sensato ed efficiente da parte delle persone…
Magari in questo caso la crisi vorrà dire opportunità per ripensare l’efficienza…
[...] http://www.cityfactor.it – Today, 10:42 AM Rescoop [...]
[...] legge, infatti, prevede che in caso di locazione la certificazione energetica sia obbligatoria solo se l’edificio in questione è di recente costruzione. Un distinguo che [...]
[...] persone sono sempre più sensibili ai consumi energetici, anche grazie alla recente normativa sulla certificazione energetica degli edifici, dall’altro non mancano gli esempi in Europa di case in cui la tecnologia è riuscita ampiamente [...]
Ottimo articolo. Grazie per le info… Spesso leggo notizie frammentarie e non ci si capisce nulla. Bravi
Ciao Peppe, grazie del commento e benvenuto!
Lo scopo del post era proprio quello di fare un pò di “ordine” su un argomento molto attuale e, a quanto dici, forse ci siamo riusciti
Grazie e continua a seguirci!
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